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Trovare un tutor: il passo su cui molti si bloccano.

Non è la perseveranza a garantire l’accettazione da parte di un tutor, ma l’affinità. Chi lo capisce risparmia mesi di tempo ed evita trenta rifiuti cortesi.

Primo colloquio gratuito → 15 min · senza impegno
La risposta breve

Trovare un tutor significa: individuare le cattedre che svolgono ricerche sul proprio argomento, contattarle con una breve sintesi precisa e dimostrare durante il colloquio che il proprio progetto è fattibile. Le richieste in serie falliscono quasi sempre. Dopo l’accettazione, le aspettative, la frequenza e gli obiettivi intermedi dovrebbero essere fissati per iscritto.

Ecco come trovare i destinatari giusti

Partite dalle pubblicazioni, non dalle classifiche universitarie. Chi pubblica sul vostro argomento conosce le lacune e può valutare se la vostra domanda è valida. Due o tre lavori pertinenti degli ultimi anni sono un filtro migliore di qualsiasi elenco universitario.

Verificate inoltre due aspetti prima di scrivere: se la facoltà accetta überhaupt candidati esterni e quali requisiti si applicano alla vostra tesi preliminare. Entrambe le informazioni sono riportate nel regolamento di dottorato e vi eviteranno colloqui che non possono portare al risultato desiderato.

Il primo contatto

Breve, concreto, che lasci spazio al seguito. È sufficiente una pagina, che nelle prime tre frasi dovrebbe far capire di cosa si tratta e perché vi rivolgete proprio a quella cattedra.

Chi siete e di cosa vi occupate professionalmente, in due frasi.
La vostra richiesta, formulata in modo preciso, con l’obiettivo che essa intende colmare.
Perché proprio questa cattedra: fate riferimento a un lavoro concreto, non all’istituto in generale.
Accesso ai dati e tempistiche previste, affinché la fattibilità risulti evidente.
Un’offerta per un breve colloquio, non un allegato di venti pagine.

Il colloquio

Si aspetti tre domande: perché questa domanda? Come intende rispondere? E perché è la persona giusta per farlo? La terza è la più facile per chi lavora già, se è in grado di specificare l’accesso al campo di ricerca.

Da parte vostra, chiedete con quale frequenza avverrà il supporto, quali sono le aspettative sui risultati intermedi e quanti candidati esterni la cattedra sta seguendo al momento. Un’accettazione senza disponibilità non è un’accettazione.

Errori tipici

Spargere le richieste
«La stessa e-mail inviata a trenta cattedre»

Facile da individuare e inefficace. Una richiesta inadeguata costa più reputazione di quante opportunità offra, e la comunità è più piccola di quanto si pensi.

Troppo ampio
«Un ambito tematico invece di una domanda»

Senza restringere il campo, nessuno può valutare se il progetto sia fattibile. Restringete il campo fino a quando una risposta sia plausibile.

Chiedere troppo tardi
«Esposizione pronta, tutoraggio ancora da definire»

Un exposé redatto senza alcun feedback raramente si adatta alle esigenze della cattedra. Prima il contatto, poi l’elaborazione.

Solo pratica
«Una relazione anziché una domanda di ricerca»

La rilevanza pratica convince solo se viene dimostrata l’esistenza di una lacuna nella ricerca. Altrimenti la richiesta sembra più un’offerta di consulenza.

Dopo l’accettazione

Mettete per iscritto ciò di cui avete discusso: frequenza degli incontri, modalità di feedback, obiettivi intermedi con scadenze, ruolo del secondo relatore, gestione delle pubblicazioni. In Austria ciò è comunque prescritto come accordo di dottorato, altrove è buona prassi e tutela entrambe le parti.

Chiarite inoltre fin da subito chi potrebbe fungere da secondo relatore. Chi lo cerca solo alla fine perde mesi, perché occorre trovare una persona con le competenze adeguate e che sia disponibile in termini di tempistiche.

Domande frequenti

Domande frequenti.

Come trovo un relatore o una relatrice?+

Attraverso le pubblicazioni relative al vostro argomento. Chi sta attualmente conducendo ricerche in materia è l’interlocutore giusto per una prima richiesta mirata.

Quanto è difficile ottenere un tutoraggio?+

Per gli esterni è impegnativo, perché la disponibilità di tutor è limitata. La compatibilità e un progetto realizzabile sono i fattori decisivi.

Chi può seguire i dottorandi?+

Lo stabilisce il regolamento di dottorato; di norma sono i professori della facoltà, in parte anche i titolari di abilitazione o le cattedre collaboranti.

Quante richieste è consuetudine inviare?+

Poche, ma ben preparate. Cinque richieste mirate hanno più possibilità di successo rispetto a cinquanta email di massa.

Cosa deve contenere la breve sintesi?+

Domanda, lacuna, metodo, accesso ai dati, tempistiche. Una pagina, senza fronzoli.

Quanto dura la ricerca?+

Da poche settimane a diversi mesi. Una buona preparazione la accorcia notevolmente, mentre una ricerca troppo generica la allunga.

Cosa fare in caso di rifiuto?+

Chiedere se un’altra persona potrebbe essere adatta all’istituzione. I rifiuti per motivi di capacità spesso contengono indicazioni utili.

Il tuo prossimo passo

Primo colloquio gratuito e senza impegno.

15 minuti online: analizziamo la vostra situazione iniziale, un possibile argomento e il percorso più adatto.

Inserite i vostri dati di contatto nel modulo. Vi richiameremo per chiarire tutti i dettagli direttamente durante la conversazione.

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