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Esposizione

L’esposizione per una tesi di dottorato in giurisprudenza.

In un exposé giuridico, la formulazione della domanda di ricerca ha un peso fondamentale. Non esiste un capitolo dedicato alla metodologia come nelle discipline empiriche; in compenso, la definizione del problema deve essere accurata e la lacuna deve essere comprovata.

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La risposta breve

Un exposé giuridico comprende solitamente da 5 a 12 pagine. Esso illustra una questione giuridica irrisolta, la colloca nel contesto della giurisprudenza e della dottrina, delimita l’oggetto di studio e propone una struttura. È fondamentale dimostrare che la questione sia aperta, rilevante e trattabile nei tempi previsti.

Gli elementi costitutivi

Le denominazioni variano a seconda della cattedra, ma la sostanza rimane la stessa. Verificate sempre innanzitutto le indicazioni del relatore: alcuni richiedono una bozza di struttura elaborata, altri attribuiscono maggiore importanza allo stato dell’arte della ricerca.

Delineazione del problema: il conflitto pratico o dogmatico da cui nasce la domanda.
Domanda di ricerca: precisa, a cui si possa rispondere, con una portata chiara e un intento conoscitivo riconoscibile.
Stato della giurisprudenza e della dottrina: le decisioni e le correnti di pensiero rilevanti, non tutto ciò che è stato letto.
Delimitazione: ciò che non viene espressamente trattato e perché ciò è giustificabile.
Metodo di indagine: interpretazione, sistematica, dogmatica, eventualmente diritto comparato o fatti giuridici.
Bozza di struttura: dimostra che la questione si articola in capitoli gestibili.
Piano temporale e di lavoro, nonché un elenco bibliografico redatto secondo le convenzioni di citazione della disciplina.

Affinare la problematica

L’errore più comune è una domanda che in realtà costituisce un intero settore giuridico. «La riforma del diritto del lavoro» non è un argomento, mentre «La portata del diritto di impartire istruzioni nel lavoro non vincolato a una sede specifica secondo la nuova versione del paragrafo» lo è.

Un test utile: riuscite a formulare la risposta prevista in una sola frase, senza conoscerla già? Se no, la domanda è ancora troppo generica.

Chi lavora ha un vantaggio in questo senso. Per alcune settimane, prendete nota delle questioni aperte emerse nella vostra pratica professionale per le quali non trovate una risposta consolidata nella letteratura. Da dieci appunti di questo tipo ne nasce solitamente uno che regge.

Perché gli exposé giuridici falliscono

Rinunciare
«Esiste già una monografia»

La ricerca delle tesi di dottorato in corso e completate va effettuata all’inizio. I lavori in corso sono visibili solo in parte, ma i relatori conoscono bene il settore.

Troppo ampio
«Un settore giuridico invece di una domanda»

Una norma, un conflitto, una questione. Tutto il resto non può essere trattato in così poco tempo.

Solo pratica
«Raccolta di casi senza tesi»

La rilevanza pratica non sostituisce una problematica scientifica. Occorre una tesi che venga dimostrata o confutata.

Nessuna data di riferimento
«Il materiale continua ad arricchirsi»

La giurisprudenza e la dottrina si evolvono mentre si scrive. Senza una data di completamento prestabilita, si lavora verso un obiettivo mutevole.

Diritto comparato: quando vale la pena

Uno sguardo a un altro ordinamento giuridico può valorizzare notevolmente un lavoro, se la soluzione straniera fa luce sul proprio problema. Può anche mandarlo all’aria, poiché il diritto comparato richiede competenze linguistiche, accesso alle fonti e comprensione del contesto del sistema straniero.

Decidete questo aspetto nell’esposizione in modo consapevole e motivato, non in un secondo momento sulla base della sensazione che manchi ancora qualcosa.

Cosa aiuta i professionisti

Il lavoro giuridico si presta bene a essere suddiviso in parti: l’esame del materiale e l’estrazione di citazioni funzionano anche in brevi intervalli di tempo, mentre l’argomentazione richiede blocchi di tempo più lunghi. Chi separa le due attività e le gestisce in modo diverso nel calendario riesce a portare avanti il lavoro parallelamente ai mandati.

Fissate tempestivamente una scadenza per lo stato di avanzamento dell’analisi della giurisprudenza e della dottrina e riportatela nell’esposizione. È una prassi comune nel settore e vi tutela nella fase finale.

Domande frequenti

Domande frequenti.

Quanto è lungo un exposé giuridico?+

Di solito da 5 a 12 pagine. Sono determinanti il regolamento di dottorato e le indicazioni del relatore.

Devo già preparare una bozza di struttura?+

Sì, una bozza. Dimostra che l’argomento si articola in capitoli gestibili e che siete in grado di valutarne l’estensione.

Come faccio a verificare se l’argomento è già stato assegnato?+

Consultando gli elenchi delle tesi di dottorato, i cataloghi editoriali e, soprattutto, parlando con la cattedra che rappresenta quell’area di studio.

Devo adottare un approccio di diritto comparato?+

Solo se la tematica lo richiede. Il diritto comparato aumenta notevolmente l’impegno e la mole di materiale e deve essere giustificato.

È necessario includere un calendario?+

Sì. Dimostra che si ha una valutazione realistica della mole di lavoro necessaria.

Quanto deve essere ampia la parte bibliografica?+

Deve fornire un orientamento, non dimostrare completezza. È sufficiente citare le linee di ricerca principali.

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